Favoriti Maglia a Pois Vuelta a España 2025: sarà una questione italiana con Ciccone, Fortunato e Pellizzari? Il rivale più pericoloso potrebbe essere Vingegaard
Sarà una classifica di contorno, ma quella che a fine Vuelta a España 2025 assegnerà la Maglia a Pois porterà sicuramente un motivo di interesse in più nell’economia della corsa. Il Grande Giro spagnolo è tradizionalmente molto incerto dal punto di vista tattico e le tante salite sparse per il percorso potrebbero diventare terreno di caccia per gli specialisti delle “fughe da montagna”. Allo stesso tempo, però, il tracciato di questa Vuelta, in programma da sabato 23 a domenica 14 settembre, prevede numerosi arrivi in salita, che potrebbero invece far pendere la bilancia dalla parte dei corridori che cureranno anche la classifica generale. Di certo, la maglia dei “Lunares azules”, soprattutto con l’andare delle tappe, potrebbe diventare un obiettivo primario per qualcuno, rappresentando così anche una variabile strategica di cui tenere conto per la lettura dello svolgimento delle varie frazioni. Potenzialmente in corsa per il trofeo ci sono diversi corridori italiani, che potrebbero quindi interrompere il “digiuno a pois” che durà, qui alla Vuelta, dal 2017, quando a salire sul palco della premiazione finale fu Davide Villella.
Albo d’Oro recente Maglia a Pois Vuelta a España 2025
2024 VINE Jay
2023 EVENEPOEL Remco
2022 CARAPAZ Richard
2021 STORER Michael
2020 MARTIN Guillaume
2019 BOUCHARD Geoffrey
2018 DE GENDT Thomas
2017 VILLELLA Davide
2016 FRAILE Omar
2015 FRAILE Omar
2014 SÁNCHEZ Luis León
Favoriti Maglia a Pois Vuelta a España 2025
Giulio Ciccone (Lidl-Trek) è pronto per tre settimane da protagonista. L’abruzzese ha fatto vedere ottime cose nell’arco di questo mese di agosto, la condizione pare ottima e c’è anche una certa voglia di rivincita, nei confronti del destino, dopo l’uscita di scena anticipata dal Giro d’Italia 2025. L’italiano sa come si vincono le classifiche dei Gpm nei Grandi Giri e in salita ha uno spunto che potrebbe permettergli di fare la differenza anche nei tanti arrivi in salita previsti dal tracciato. Le incognite nei suoi confronti riguardano solo un eventuale atteggiamento conservativo, qualora l’obiettivo classifica generale “schiacci” tutti gli altri. La squadra statunitense avrà in gara anche quel Mads Pedersen che è il grande favorito per la Maglia Verde; necessario, quindi, gestire bene le forze a disposizione, facendo magari affidamento anche su Carlos Verona, uomo di fatica che sa fare lavori fruttuosi in salita.
Anche Lorenzo Fortunato (XDS Astana) sa già come si vincono le maglie da scalatori in una corsa di tre settimane, dato che lo ha fatto giusto qualche mese fa, al Giro d’Italia 2025. Il bolognese dovrebbe avere carta bianca per muoversi nell’arco delle varie tappe e in salita ha dimostrato di avere spunti importanti: non dovesse avere le gambe legate da eventuali questioni di classifica generale, sarebbe corridore da tenere in sicura considerazione. La squadra kazaka, peraltro, ha altri carte da giocare sul tavolo dei Lunares, soprattutto se diventerà una questione da fuggitivi, dato che Harold Tejada e Harold Martín Lopez, seppur con caratteristiche diverse (più attaccante il primo, più scalatore puro il secondo), sanno come muoversi su percorsi esigenti dal punto di vista altimetrico. E non vanno dimenticati, sempre fra gli azzurro-oro, Wout Poels, che però potrebbe puntare più su una singola tappa, dando tutto per l’occasione, e Sergio Higuita, che potrebbe però rivestire i panni del “regolarista” curando gli interessi di squadra nella generale e portando così a casa punti UCI “comodi”.
In una Vuelta che vede un contingente italiano nutrito e promettente, c’è anche Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), che è ancora giovane, ma che ha già fatto vedere di essere uno dei primi della pista quando la strada sale. Il marchigiano ha dichiarato che, almeno stando alle intenzioni di partenza, non curerà la classifica generale e questo potrebbe permettergli di muoversi a piacimento sulle varie salite da affrontare, soprattutto in termini di fughe. Da vedere quali potranno comunque essere le strategie di una squadra che schiera come capitano di base Jai Hindley, che però potrebbe virare anche lui su traguardi parziali qualora la situazione in graduatoria dovesse volgere al brutto.
In termini di uomini di classifica, si sa che ce n’è uno che spicca più degli altri, ovvero Jonas Vingegaard (Visma|Lease a Bike). Il danese parte con tutti i favori del pronostico dalla sua e potrebbe sfruttare i numerosi arrivi in salita per incamerare anche tanti punti-Gpm e ritrovarsi così nelle primissime posizioni della relativa classifica. Ovviamente, non si tratterebbe di un obiettivo primario per lui e per la squadra, ma se l’intento dovesse essere quello di tenere la corsa chiusa, il vincitore dei Tour 2022 e 2023 si ritroverebbe quasi involontariamente a recitare un ruolo da protagonista anche nella lotta per i Lunares. Rimanendo nel campo dei corridori che dovrebbero guardare principalmente alla generale, occhio a Felix Gall (Decathlon Ag2R La Mondiale), che arriva da un buon Tour de France e che ha già fatto vedere di essere uno degli scalatori più affidabili del lotto: l’austriaco potrebbe essere condizionato, in positivo, dalla situazione di classifica, ma se il discorso dovesse rimanere in equilibrio e senza un chiaro padrone, avrebbe una buona opportunità per esserne protagonista. Sempre con i colori della squadra francese sarà in azione anche il giovanissimo Léo Bisiaux: difficile immaginarlo continuo nell’arco delle tre settimane, ma qualche azione ben conclusa potrebbe permettergli di vivere giornate da protagonista e di fare buoni raccolti in termini di punti-Gpm. Il team transalpino schiera anche quel Bruno Armirail che quando c’è da attaccare, su tutti i terreni, è sempre in prima fila e ha già vinto questa graduatoria in carriera in alcune corse di rilievo.
Necessario poi aprire il capitolo UAE Emirates XRG, che schiera al via il “detentore” del trofeo, Jay Vine e che avrà però la necessità di sostenere le ambizioni generali di due capitani, Juan Ayuso e João Almeida: proprio loro due potrebbero entrare, a suon di arrivi disputati con gli altri uomini di classifica, nel discorso-Lunares. Difficile, però, che per lo spagnolo e per il portoghese questo possa diventare un obiettivo primario, mentre l’australiano sopracitato e anche Marc Soler non disdegnerebbero di partecipare alla “caccia”, soprattutto se la squadra dovesse lasciar loro libertà di movimento. Da vedere poi quali saranno le condizioni di Mikel Landa (Soudal Quick-Step), anche lui al via con ambizioni di classifica generale, quantomeno in termini di classifica generale: il basco è reduce però da un bruttissimo infortunio e l’eventualità, non da escludere, che possa scivolare lontano dai primi posti della graduatoria assoluta potrebbe anche indurlo a guardare ad altri obiettivi, più “agevoli” da perseguire dal punto di vista dell’impegno fisico. La squadra belga schiera anche Valentin Paret-Peintre, atleta che in salita va forte, ma che potrebbe prediligere uno sforzo massimo da convogliare verso una vittoria di tappa rispetto a uno “diffuso” per tenere posizioni di rilievo nella classifica di specialità.
C’è poi David Gaudu (Groupama-FDJ), che quando è in palla è scalatore di prim’ordine, ma che rappresenta spesso un’incognita, soprattutto in termini di tenuta a lungo termine. In caso la condizione sia quella giusta, andrà poi compreso quale sarà l’obiettivo di fondo della sua partecipazione alla Vuelta: dovessero essere i successi parziali, potrebbe entrare in gioco anche per la Maglia a Pois, magari con il sostegno di Guillaume Martin, per il quale qualche tentativo di fuga ben riuscito potrebbe valere la “promozione” sul campo di battaglia dei Lunares. Scalatore di razza è inoltre Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), che non dovrebbe avere assilli di classifica, dato che in squadra il riferimento sarà Antonio Tiberi, e che potrebbe sfruttare la conseguente libertà per andare a caccia di tappe e, conseguentemente, di punti-Gpm.
Corridore fa della regolarità il suo cavallo di battaglia e che in salita sa fare ottime cose è Cristián Rodríguez (Arkéa-B&B Hotels): nel suo caso, come in quello di molti altri, la differenza la farà il bilanciamento fra la ricerca del piazzamento nella generale e l’eventuale voglia di mettersi in gioco per altri obiettivi. Nella stessa squadra c’è anche Raúl García Pierna che potrebbe cercare gloria e spazio sulla ribalta attaccando da lontano. Da capire poi quali saranno obiettivi e compiti in casa Jayco-AlUla, che si presenta con una formazione zeppa di scalatori: c’è Ben O’Connor, c’è Eddie Dunbar, c’è Chris Harper e c’è anche Koen Bouwman, tutti corridori che in salita sanno compiere azioni rilevanti. In questo caso, saranno probabilmente determinanti le consegne strategiche e il fatto che uno o più di loro metta magari proprio questa maglia al centro dei suoi pensieri, già dalle prime tappe.
Nel novero delle squadre che non hanno nomi di primissimo piano da proteggere per la classifica generale, figura poi la Movistar: Pablo Castrillo potrebbe curare il piazzamento, ma pare più probabile vederlo all’attacco, come avvenne, in maniera fruttuosa, nel 2024. Lo spagnolo può anche pensare di dedicarsi in maniera intensiva alla ricerca dei punti-Gpm, fra fughe e arrivi, così come potrebbe fare il britannico Simon Carr (Cofidis), ai quali sono affidate molte delle speranze di ben figurare della squadra francese, che schiera anche l’esperto Jesús Herrada, sempre da tenere da conto quando si parla di fughe su tracciati esigenti. Esteban Chaves (Ef Education-EasyPost) potrebbe regalarsi qualche sussulto dei bei tempi, mentre la Alpecin-Deceuninck, che tradizionalmente non ha una struttura di squadra votata alle montagne, lascerà libertà di movimento a Luca Vergallito, già buon protagonista nella Vuelta 2024.
C’è poi la Israel-Premier Tech che ha diverse carte da giocare, fra cui la determinazione di Marco Frigo, pronto a lanciarsi in attacchi da lontano, e la freschezza di Matthew Riccitello, scalatore puro che dovrebbe curare la generale ma che potrebbe anche prendere altre strade nell’arco delle tre settimane. Possibilità aperte anche per Tom Pidcock (Q36.5), che potrebbe sfruttare il suo spunto finale negli arrivi in salita per fare punti, e per Egan Bernal (Ineos Grenadiers), che ha ambizioni di generale, ma che potrebbe anche virare su obiettivi diversi fra la partenza di Torino e l’arrivo a Madrid. Occhio, infine, sempre nelle fila della squadra britannica, a Victor Langellotti, che sa muoversi in fuga e che è dotato di spunti di rilievo su salite brevi ed esplosive. Proverà poi quantomeno a far parte della tenzone l’argentino Eduardo Sepúlveda, che non è probabilmente al livello dei potenziali rivali, ma che già in passato ha dimostrato di gradire la tipologia di sfida, quando si parla di Gran premi della Montagna.
Borsino dei Favoriti Maglia a Pois Vuelta a España 2025
***** Giulio Ciccone
**** Lorenzo Fortunato, Jonas Vingegaard
*** Felix Gall, Giulio Pellizzari, Jay Vine
** Santiago Buitrago, David Gaudu, Mikel Landa, Cristián Rodríguez,
* Juan Ayuso, Pablo Castrillo, Simon Carr, Marco Frigo, Valentin Paret-Peintre
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